Pensioni anticipate: superato il tetto delle 60mila domande

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66.409 domande sono state presentate, dai lavoratori precoci, per accedere all’Ape social e alle pensioni anticipate. A renderlo noto l’Inps, comunicando i dati definitivi delle istanze inoltrate entro la scadenza di sabato 15 luglio.

Pensioni anticipate: superato il tetto massimo

L’Istituto spiega che sono arrivate 39.777 richieste, per l’indennità di Ape social, e 26.632, per i lavoratori precoci. Superato dunque le 60mila unità tetto previsto per il 2017. In larga parte, le richieste sono maschili: solo il 23,2% (15.400 su 66.409) è stata infatti avanzata  da una donna.

Pensioni anticipate: solo un quarto le richieste delle donne

“Per quanto riguarda la distribuzione per genere, le donne – spiegano all’Istituto di previdenza – che hanno presentato la domanda per la certificazione per l’Ape sociale sono state 11.668, contro i 28.109 uomini. Le domande per la certificazione per lavoro precoce, invece, sono state presentate da 22.900 uomini e da 3.732 donne”. Il maggior numero di domande, dicono ancora all’istituto previdenziale, arriva dalla Lombardia (11.048), seguita dal Veneto (6.701), dalla Sicilia (5.608), dal Piemonte (5.568), dall’Emilia Romagna (4.865), dal Lazio (4.594) e dalla Toscana (4.566). Le richieste provengono prevalentemente dai disoccupati, con 34.530 domande, seguiti dagli addetti alle mansioni difficoltose, che arrivano a 15.030.

Pensioni anticipate: stop a 67 anni costa 141 miliardi

Bloccare gli adeguamenti dei requisiti di pensionamento a 67 anni dal 2021, provocherebbe una ricaduta di “141 miliardi di spesa in più da qui al 2035”. E’ ciò che sostiene il presidente dell’Inps, Tito Boeri, che dà appoggio al ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. Questo maggiore esborso sarebbe destinato “quasi interamente a tradursi in aumento del debito pensionistico implicito, dato che l’uscita prima del previsto non verrebbe compensata, se non in minima parte, da riduzioni dell’importo delle pensioni”, spiega Boeri in un’intervista a Il Sole 24 Ore. Conseguenze negative che riguarderebbero anche il merito di credito. Per l’Italia, insomma, “senza quantitative easing della Bce sarebbe legittimo aspettarsi effetti rilevanti sul costo del debito pubblico”.

Pensioni anticipate: 2,5 milioni di giovani in povertà

A sostegno del ragionamento, la spesa per previdenza e assistenza è stimata, nel 2017, al 20,2% del Pil. Aggiunta quella sanitaria si arriva al 23%, risorse destinate alla popolazione anziana. Mentre “l’Istat ci ha ricordato che abbiamo 2,5 milioni di giovani con meno di 35 anni in povertà”. Le affermazioni di Boeri non sono piaciute ai presidenti delle commissioni Lavoro di Camera e Senato nonché ex ministri, Cesare Damiano e Maurizio Sacconi. Per loro le teorie di Boeri si basano su “un presupposto inesistente: non abbiamo proposto la cancellazione del collegamento tra età di pensione ed aspettativa di vita ma solo la sua rimodulazione temporale per alleggerire l’allungamento dell’età lavorativa, di circa sei anni”.

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Isacco corradi
Isacco Corradi è presidente della società Alpsolution soc coop, da anni si occupa di web e si aggiorna in modo costante sulle novità della rete.
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